Superata l'estate inizia quel periodo dell'anno in cui il tempo ballerino si diverte a sorprenderci con capricciosi acquazzoni e piogge improvvise.

Esiste un prezioso alleato che può corre in aiuto contro questi sbalzi climatici, un accessoriomoda che non è mai stato così trendy: si tratta degli stivali per la pioggia.

La collezione di accessori Autunno-Inverno 2015/2016 di Alviero Martini Prima Classe racchiude in sé un mix di tradizione e tendenza: le mappe geografiche marchio di fabbrica dello stilista restano classiche, mentre i dettagli vengono reinventati secondo i trend di stagione.

La linea Frame è composta da borse dalle forme squadrate e semplici decorate dalla celeberrima mappa. I profili sono in pelle liscia o in stampa rettile e le loro tonalità creano un interessante contrasto con la tinta della cartina, realizzata in beige o tortora. Oltre ai modelli squadrati, la linea include anche la borsa Hobo con inserti in pelle.

Le shopper Belt Classic di Alviero Martini Prima Classe hanno il manico a cintura, elemento che aggiunge alla borsa un tocco in più di funzionalità e di particolarità estetica. Anche in questo caso, lo stilista gioca con il contrasto creato dalle tonalità della mappa e i colori scelti per gli inserti in pelle liscia. Disponibili in rosso, blu navy o verde scuro, le shopper Belt presentano un ulteriore elemento caratteristico: gli originali dettagli scamosciati laterali che riprendono il colore del manico.

In perfetto equilibrio tra la contemporaneità e la tradizione, le borse a spalla Saturday Classic sono caratterizzate da una catena dorata che scende morbida sul corpo della borsa decorato dalla stampa geografica nei colori tortora e beige classico. La parte superiore è disponibile in diversi colori ed è separata dalla mappa da una zip gold.

Immancabile anche nella collezione di accessori Prima Classe, il nylon, materiale antipioggia confortevole e adatto da indossare in diverse occasioni. Gran parte delle shopper della linea Geo Nylon è coperta dalla stampa a mappa e decorato da dettagli colorati in diverse nuance. Sempre in nylon, nella linea figurano anche gli zaini, caratterizzati dall'iconica cartina e da inserti in pelle liscia.

Le bretelle sono un accessorio maschile che non passa mai di moda. Per chi ama essere ricercato, elegante e originale o per chi, invece, ama un look spensierato e allegro, le bretelle, con tutta la loro personalità, si adattano facilmente ad entrambi gli stili. Ma come scegliere il giusto paio di bretelle in base al proprio vestito?

Abbinare delle bretelle ad un abbigliamento classico come un completo gessato o un vestito con giacca a doppio petto accoppiati a una camicia con polsini alla francese e un bel paio di gemelli è una scelta che deve essere fatta con cura. Questo tipo di abbigliamento richiede una bretella larga, lo spessore non deve essere inferiore ai di tre centimetri, il divisore e le altre rifiniture devono essere in pelle e sono decisamente consigliati degli attacchi ad asole piuttosto che le clip.

L’abito formale richiede un modello di bretelle a Y, che termina con un sola striscia nella parte posteriore, ma può andar bene anche la più comune bretella ad X, con due strisce frontali che si intrecciano sulla schiena e terminano con altre due strisce. Le bretelle per uno stile informale e più casual possono variare da quelle in feltro a quelle in cuoio o in tessuto elastico. In questo caso, in funzione del vostro abbigliamento, potrete scegliere tra bretelle strette, di due centimetri di spessore o meno, e bretelle larghe, di tre centimetri e mezzo.

Per il look spensierato le bretelle ideali sono colorate o a fantasia e per agganciarle ai pantaloni vanno benissimo le clip. Per chi indossa le bretelle in modo informale si suggerisce sempre di abbinarle a un jeans e ad una camicia, lasciando le bretelle a vista.

Le origini della cravatta possono essere fatte risalire alla Francia di Luigi XIII. Nell'esercito fracese, al tempo, si contavano un gran numero di soldati croati che usavano avvolgersi il collo con un foulard in modo da proteggersi dal freddo. Per questo motivo, dunque, pare proprio che il termine cravatta derivi dalla parola “croato”. In francese, infatti, le due parole si pronunciano in modo molto simile, ossia “cravate” e “croate”.

Ma è durante il regno di Luigi XIV che la cravatta diviene simbolo di audacia e raffinatezza. Dalla seconda metà del 1600, la cravatta si trasforma in un accessorio immancabile e in sinonimo di eleganza. Nel corso dei secoli, pur restando fondamentalmente invariata, la cravatta ha subito delle piccole modifiche, diventando più lunga e più stretta all'inizio del diciannovesimo secolo ed acquistando, negli anni '20 del Novecento, il tipo di taglio diagonale che la caratterizza tuttora.

La cravatta è un capo d'abbigliamento utilizzato praticamente in tutto il mondo, soprattutto dagli uomini, anche se non è raro vederla anche al collo delle donne. La nostra penisola può vantare una lunga e significativa tradizione nella creazione e nel confezionamento di cravatte dal taglio raffinato e dai tessuti pregiati.

Il Salento, in particolare, si è imposto come la zona italiana con maggiore esperienza nel settore, soprattutto per quanto riguarda il piccolo paese di Corsano. Questo piccolo borgo è la località italiana che produce il maggior numero di cravatte in assoluto e dalle sue industrie vengono sfornati addirittura più di 30 mila pezzi al giorno. Cambiano i tessuti e le stampe, ma la cravatta resta sempre, nell'immaginario collettivo, un tocco di classe in grado di rivalutare totalmente l'outfit di chi la indossa.

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